IL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO E’ ASSICURATO!

 

di EmmeA – Nella serata di martedì 22 febbraio a Roma è stata raggiunta dalle Organizzazioni Sindacali di settore e l’Ania l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dei dipendenti delle Imprese di Assicurazione. Dopo questa lunga e complicata trattativa le lavoratrici e i lavoratori del settore si vedono finalmente rinnovato il loro contratto nazionale di lavoro.

I punti significativi dell’intesa riguardano:

  • Salvaguardia ed allargamento dell’Area Contrattuale.
  • Misure a favore dei dipendenti di compagnie poste in liquidazione coatta amministrativa  (LCA).
  • Incremento economico pari a 103 euro a regime per un 4° livello  settima classe.
  • Limitazione delle flessibilità dell’orario di lavoro in caso di mancato accordo aziendale.
  • Contact Center.
  • Funzionari.

 

Per entrare più nel dettaglio dei singoli punti dell’intesa vanno prioritariamente evidenziate alcune considerazioni, più di carattere politico, che hanno accompagnato il lavoro delle organizzazioni sindacali sia nella fase di predisposizione della piattaforma che rispetto al successivo accordo di rinnovo.

In effetti il punto di partenza di questo percorso va ricercato in primis intorno al concetto di inclusione per passare poi ad una valutazione tutta centrata sulla valenza sociale  del rinnovo del contratto fino a soffermarsi sul tema della ricchezza prodotta dal settore e sulla sua successiva redistribuzione a favore degli addetti attraverso una sostenibile e robusta richiesta economica.

Inclusione per le Organizzazioni sindacali ha voluto dire da subito porre all’interno del contratto nazionale e dell’Area Contrattuale – sebbene con diversificate soluzioni –   tutti i soggetti assicurativi che ne compongono la cosiddetta “filiera assicurativa” garantendo al contempo la loro gestione complessiva.

Rientrano in questa logica di ampliamento le società’ non di proprietà di gruppi assicurativi che svolgono attività legate al settore, le società’ di assistenza assicurativa (Aisa), la società Alleanza assicurazioni e infine le Agenzie di assicurazione in appalto.

Per tali soggetti è stata rafforzata e valorizzata l’Area Contrattuale estendendola a vario titolo ad un numero più elevato di lavoratori.

Sempre in tema di filosofia “inclusiva” merita di essere sottolineata la forte valenza politica della dichiarazione con cui le imprese riconoscono il ruolo centrale delle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto, anche e soprattutto nei confronti delle associazioni di categoria degli Agenti Generali e delle Agenzie di assicurazione in appalto a tutela degli addetti di queste ultime oggetto nel recente passato di veri e propri fenomeni di “dumping” sindacale.

In secondo luogo si è voluto che il contratto nazionale fosse caratterizzato da una forte connotazione sociale lavorando alla creazione di un ammortizzatore sociale di settore attraverso cui dare risposte a quei lavoratori dipendenti delle imprese assicurative finite in liquidazione coatta amministrativa e licenziati, per i quali sono state riservate percentuali pari al 3% di assunzione nelle aziende del settore.

In materia di incremento economico va evidenziato come l’obiettivo di redistribuzione della ricchezza prodotta da un settore che ha avuto negli ultimi anni un ROE dall’8 % al 10,2 % doveva essere centrato con una robusta rivendicazione economica a favore delle lavoratrici e dei lavoratori.

L’importo di 103 euro a regime per un 4 livello alla settima classe e 400 euro cash (o in alternativa i 490 euro in previdenza ) con l’aggiunta di 720 euro  a titolo di arretrati, evidenzia senza dubbio il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Peraltro va registrato con soddisfazione che il presente incremento economico, rappresenta anche il miglior risultato raggiunto dalle organizzazioni sindacali nei rinnovi di Contratti Nazionali fino ad oggi definiti nei vari settori merceologici.

Sul tema centrale delle flessibilità degli orari di lavoro e della esigibilità della prestazione lavorativa del venerdì pomeriggio, con la definizione dell’ipotesi di accordo si è smontata la posizione di ANIA tesa a destrutturare complessivamente il contratto nazionale sul tema degli orari.

Il tentativo di avere mani libere e decidere unilateralmente quantità modi e tempi della prestazione lavorativa è stata con tenacia di fatto rispedita al mittente.

Le Organizzazioni sindacali non si sono sottratte dall’affrontare con la controparte il tema della flessibilità degli orari vista nel suo complesso, ma lo hanno voluto fare valorizzando  nel Contratto la fase di confronto in sede aziendale con le RSA.

E’ quella la sede più logica e idonea anche in termini organizzativi,  dove le parti devono confrontarsi al fine di trovare tutte le soluzioni necessarie a rendere compatibili le esigenze dei lavoratori con quelle delle aziende e del mercato.

Solo nel caso in cui le parti non riuscissero a trovare nelle sedi aziendali un accordo su tale tema si sono previste due ipotesi, alternative tra loro, che rendono comunque esigibile la copertura del venerdì pomeriggio.

In una di queste è previsto per tutti i lavoratori dell’azienda un numero massimo di 23 venerdì pomeriggio all’anno con erogazione del ticket pasto. Tale flessibilità garantita il venerdì pomeriggio verrà recuperata a scelta dal lavoratore attraverso una programmazione con l’azienda in un’altra giornata intera o mezza giornata; in caso di mancata programmazione da parte del lavoratore, trascorsi quattro mesi, tale flessibilità verrà monetizzata.

Nell’altra ipotesi l’azienda può scegliere di rimodulare l’orario di lavoro – all’interno delle attuali 37 ore – dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 16.10 con 45 minuti fissi di pausa pranzo fermo restando le attuali flessibilità previste nei singoli CIA aziendali. Tale redistribuzione dell’ orario di lavoro opererebbe inoltre con due limitazioni:

  1. Solo sui settori per i quali l’azienda aveva aperto il confronto previsto in sede aziendale senza pervenire ad alcun accordo;
  2. Per un massimo dei due terzi del personale complessivo operante sui singoli settori.

In tema di Contact Center, settore che occupa il 5% degli addetti del settore, con il rinnovo del contratto si è ottenuto un sostanziale riconoscimento delle accresciute professionalità di tali lavoratori rispetto al passato. Il percorso immaginato dalle organizzazioni sindacali per questi addetti, relativo a un graduale avvicinamento al 3 livello degli impiegati amministrativi della prima parte, ha registrato un primo significativo risultato.

E’ stata creata una nuova sezione nella prima parte del contratto per questa tipologia di lavoratori, con una riconducibilità alle mansioni svolte dai 3° livelli amministrativi centrando anche il concetto di riconducibilità economica (sezione 1  il 95% del terzo livello amm.vo e sezione 2 60% sempre del terzo livello amm.vo) nell’arco della vigenza del presente contratto.

Anche in tale ambito sono state negoziate flessibilità e fungibilità (tra prima e seconda sezione) con salvaguardie economiche e demandi tecnico-applicativi a livello aziendale.

Si è al contrario scongiurato il tentativo di ANIA di rendere operativa una devastante fungibilità tra  personale amministrativo di prima parte e addetti al Contact Center.

Da ultimo per quanto riguarda i funzionari nel nuovo contratto viene introdotto il “profilo professionale” del FUNZIONARIO.

Gli attuali tre gradi confluiranno in due nuovi profili:

  • Business (comprende gli attuali Funzionari di 1° e 2°grado);
  • Senior (in cui confluiranno gli attuali Funzionari di 3° grado).

Viene salvaguardata la retribuzione in corso e le dinamiche future di sviluppo delle tabelle, incrementando le indennità di carica di 0,5% per gli F2 e F3 e di 1% per gli F1.

Altro aspetto importante è quello legato alla nuova veste del Contratto Nazionale che limita gli impatti della nuova normativa di legge sui demansionamenti.

Sono stati arginati gli impatti dell’art.2103 del c.c. riformato dal d.lgls.81/2015 (JOBS ACT), attraverso l’esclusione dei demansionamenti a 6°quadro per i F2 e F3.

Per i funzionari di 1° grado tale fenomeno è stato arginato attraverso uno specifico impegno delle imprese espressamente indicato nell’articolato contrattuale.

Infine per il 6°quadro è stato introdotto un profilo di Alta Professionalità.

Volendo articolare una conclusione politica sulla trattativa con Ania va innanzitutto sottolineato come mai nella storia dei rinnovi si sia sviluppata una trattativa complicata sia nei tempi che nelle sue modalità come quella portata oggi a termine.

Come pure deve essere molto chiaro che questo è un rinnovo di contratto nazionale figlio dei tempi… e che da questo assunto devono evidentemente discendere tutte le valutazioni successive.

Un contratto che si è definito in modo non avulso rispetto al contesto economico generale di riferimento, che ha dovuto fare i conti con i profondi cambiamenti intervenuti nel settore assicurativo, dalla uscita del gruppo Unipol da ANIA alle recenti vertenze occupazionali, e da ultimo che ha visto solo dopo la sua conclusione evaporare l’ipotesi di aggregazione INTESA/GENERALI che avrebbe radicalmente cambiato lo scenario di riferimento per il futuro.

Tutto quello che si è raggiunto è stato giocoforza influenzato da un “condensato” delle questioni sopra ricordate ed è come sempre il risultato della ricerca di un equilibrato compromesso tra l’idea che le organizzazioni sindacali avevano del come rinnovare e attualizzare il contratto per gli addetti del settore e le necessità che le imprese e il mercato più in generale si aspettavano in termini di competitività e innovazione.

In questo quadro si ritiene dal nostro punto di vista che l’ipotesi di accordo raggiunta, che conferma la centralità del contratto nazionale e il suo impianto, rappresenti un risultato positivo ed equilibrato per tutti i lavoratori del settore. Non ci sfugge però che, come di consueto, saranno le lavoratrici e i lavoratori chiamati a breve a partecipare alle Assemblee sui luoghi di lavoro, che esprimeranno il proprio giudizio nel merito e decideranno democraticamente sulla bontà o meno dell’ipotesi di accordo raggiunta.

EmmeA

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